il messaggeroL’imbarazzo di Pd e Sinistra arcobaleno, l’ira dei poteri forti, l’ultimatum di Idv
Il Messaggero, Mercoledì 09 Aprile 2008

E’ un brutto autogol, per il Pd e per la Sinistra arcobaleno l’accordo elettorale per il Comune di Pescara. Accordo supersegreto, blindatissimo, che in nessun caso sarebbe dovuto finire sui giornali: perchè la messinscena doveva andare avanti fino alle elezioni, liste separate, candidati sindaci diversi, attacchi reciproci e programmi ben distinti. Con tanto di interviste-choc contro Luciano D’Alfonso, tanto per mantenere alto l’umore degli elettori della sinistra radicale. Ma solo sulla carta: in realtà Pd e Sinistra arcobaleno si sono messi d’accordo un mese fa con tanto di verbale anticipato ieri da Il Messaggero: apparentamento al secondo turno e posti in giunta anche in caso di vittoria del Pd al primo turno. E ieri mattina il sindaco Luciano D’Alfonso ha trascorso la mattina a rassicurare alleati ufficiali e elettorato, i costruttori prima di tutto a cui soltanto dieci giorni fa aveva fornito ampie garanzie: «Senza la palla al piede di Rifondazione potrò agire liberamente», aveva promesso lui. E lo stesso è successo a Rifondazione: la base imbufalita ha tartassato di telefonate la Sinistra arcobaleno, tanto che alla fine nel tardo pomeriggio i quattro segretari, ma non quelli del Pd, inviano un documento da arrampicata sugli specchi. «La Sinistra arcobaleno dichiara la sua estraneità e avversione alla cultura del nemico politico e dei patti segreti, non è abituata a subdoli inciuci a danno dell’elettore inconsapevole. Un’intesa col Pd c’è stata ma non ha avuto carattere di segretezza, è esplicitata sulla scheda elettorale dei quartieri, nè ha pattuito assessori e numeri in caso di vittoria di D’Alfonso al primo turno». Dice Marco Fars segretario di Rifondazione: «Non c’è nulla di segreto: l’ipotesi di accordo sui quartieri, stipulato per poter battere le destre, stabilisce che possa essere la premessa di un accordo anche per il secondo turno. E nell’ipotesi di vittoria del Pd al primo turno, auspica che si possa ragionare anche sul governo della città. A patto che ci siano intese programmatiche in materia urbanistica e sociale».
Ma è l’Italia dei Valori che salta sulla sedia. Non ci sta all’ipotesi di un governo con Sinistra arcobaleno. «I patti segreti sono da primissima repubblica. E l’Idv dovrebbe far parte di una coalizione dove sono stati sottoscritti patti segreti?», si chiede il segretario Buno Celupica, che ricorda che il partito di Di Pietro ha sottoscritto col Pd un accordo «politico chiaro e trasparente in base al quale sono state concordate figure amministrative e politiche». Ma a questo punto gli assessorati promessi sembrano davvero troppi. Qualcuno bluffa, e qualcun altro i patti ufficiali o segreti forse non li rispetterà.
Li.Mand.

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