LorisIn Europa si sta decidendo di adottare il software libero per risparmiare sui costi delle Amministrazioni; nella provincia di Bolzano già lo fanno.
Ma i nostri politici nazionali snobbano le iniziative dell’associazionismo informatico/telematico mentre i candidati sindaci di Pescara vaneggiano su promesse elettorali nonsense.

A meno di due giorni dalla chiusura della campagna elettorale per le votazioni del 13 e 14 aprile l’iniziativa lanciata dall’Associazione Software libero non sembra aver attirato l’attenzione dei candidati a livello nazionale: su 42 liste solo i rappresentanti di 14 di queste hanno dimostrato interesse per l’argomento, di cui 7 con un solo candidato ed altre 3 con meno di cinque.

L’ALTRA SICILIA PER IL SUD: 16
SINISTRA CRITICA: 15
SINISTRA ARCOBALENO: 13
PARTITO DEMOCRATICO: 12
PER IL BENE COMUNE: 6
PARTITO SOCIALISTA: 5
ITALIA DEI VALORI: 4
FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA: 2
UNIONE DEMOCRATICA PER I CONSUMATORI: 1
PARTITO LIBERALE ITALIANO: 1
UNIONE DI CENTRO (UDC): 1
FORZA NUOVA: 1
PARTITO LIBERALE ITALIANO: 1
LEGA SUD: 1
IL POPOLO DELLA LIBERTA’: 1
[fonte: http://elezioni.softwarelibero.it/visualizza/partiti]

A fare la parte da leone è la lista “L’altra Sicilia per il sud” con ben 16 candidati che hanno aderito (tutti nella circoscrizione Europa, 12 alla camera e 4 al senato), mentre si piazzano bene Sinistra Critica (15) e Sinistra Arcobaleno (13).
Altre interessanti sorprese arrivano leggendo i dati delle circoscrizioni, indipendentemente dalle liste di appartenenza; sommando i candidati di camera e senato, abbiamo:

ABRUZZO: 1
BASILICATA: 0
CALABRIA: 2
CAMPANIA: 3
EMILIA ROMAGNA: 7
FRIULI VENEZIA GIULIA: 3
LAZIO: 5
LIGURIA: 0
LOMBARDIA: 14
MARCHE: 0
MOLISE: 0
PIEMONTE: 9
PUGLIA: 3
SARDEGNA: 1
SICILIA: 3
TOSCANA: 7
TRENTINO ALTO ADIGE: 0
UMBRIA: 1
VALLE D’AOSTA: 0
VENETO: 16

Quasi l’intero nord, quindi, sarebbe a favore di iniziative in favore del software libero, con ben 16 candidati del Veneto, 14 della Lombardia, e I 9 del Piemonte: da sole, queste tre regioni sommano quasi la metà dei candidati che hanno sottoscritto l’appello, mentre un’altra buona fetta (circa il 20 percento) di candidati sono suddivisi tra Emilia Romagna (7) e Toscana (7). Due terzi dei candidati quindi sono in circoscrizioni del centro nord e dunque, qualora eletti, ci aspettiamo decisi cambiamenti in favore del software libero almeno in queste regioni.

E l’Abruzzo? Per l’Abruzzo ha aderito un solo candidato, Betty Leone, capolista alla camera per la lista Sinistra Arcobaleno; Betty Leone che, insieme al suo collega Maurizio Acerbo - capolista al Senato per Sinistra Arcobaleno - ha recentemente affidato alla Rete una Lettera per le Associazioni Culturali che al quarto punto così recita:

“Vogliamo favorire la più ampia e libera circolazione e accesso delle produzioni artistiche non solo per incoraggiare la diffusione del lavoro degli artisti, ma anche per sperimentare nuove forme di produzione e diffusione dell’arte che possano creare circuiti alternativi alle multinazionali e alle grandi major. Pensiamo a nuove forme di tutele che prevedano l’uso sociale dei contenuti culturale come le Creative Commons.”

Un po’ poco, ma meglio di niente.
Un’altra interessante chiave di lettura sull’argomento l’ha offerta il quotidiano online PrimaDaNoi.it che, nell’intervistare i candidati sindaci al Comune di Pescara, tra le altre ha posto la seguente domanda:
Come intende sfruttare le nuove tecnologie, come internet, nella sua eventuale amministrazione?
Ecco tutte le risposte, estrapolate dalle interviste svolte:

[aggiornamento] Valloreja (Sfl):

«Io utilizzo quotidianamente tutte le più innovative tecnologie per comunicare sia con gli elettori che con voi cari giornalisti, ritengo pertanto che l’amministrazione in questo debba svecchiarsi notevolmente ed aprirsi totalmente alla rete. Internet deve, oltre che fornire tutti i vari servizi telematici possibili, come ad esempio le autocertificazioni, le denunce, il pagamento delle bollette o la verifica della trasparenza amministrativa, anche essere l’antenna, il radar con il quale l’amministrazione deve captare l’umore della piazza, le esigenze della gente.
Ma detto questo ritengo, per un retaggio di cultura “cuculliana” che il contatto umano, vis a vis, non possa essere sostituibile da nessuna tecnologia, pertanto se da un lato bisogna potenziare i servizi telematici, dall’altro bisogna anche rafforzare il momento d’ascolto diretto con il cittadino che spesso è abbandonato a se stesso».[/aggiornamento]

Mascia (PdL):

«Il primo passo sarà sicuramente quello di promuovere la realizzazione di una rete wireless in tutta la città, in modo da garantire l’accesso gratuito alla rete internet a tutti i cittadini. Penso soprattutto agli studenti che, magari, non hanno la possibilità economica di affrontare le relative spese di installazione e navigazione in casa, ragazzi ricchi di potenzialità che però non possono accedere ai moderni sistemi di comunicazione. Per loro sarà sufficiente dotarsi di un personal computer per poi potersi connettere ovunque si trovino. E penso pure al manager che, nella pausa pranzo, potrà fare due passi nella riserva dannunziana, sedersi su una panchina e, con il suo portatile, connettersi alla rete».

D’Alfonso (PD):

«Una città digitale, cablata è anche innovativa, veloce, facile ed ecologica, al passo con i tempi. Una informatizzazione, avviata fattivamente in questi anni di amministrazione, che favorisce e semplifica il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione in tantissimi settori (servizi, relazioni col pubblico, documentazione anagrafica, nel settore dei tributi, in quello dell’urbanistica, nel campo della pubblica istruzione, del lavoro). L’introduzione di nuovi sistemi di comunicazione senza filo, la rete Wireless, consentirà alle tante imprese e professionisti, che vivono e scelgono Pescara ogni giorno come sede della propria attività, di potenziare la capacità di offerta di servizi di eccellenza».

D’Orazio (La Destra):

«Le nuove tecnologie offrono tantissime possibilità sia per il dialogo sia per il risparmio concreto per le pubbliche amministrazioni. Credo che le potenzialità di internet siano state sfruttate solo in minima parte e per questo al centro dell’attenzione della nostra sfida al Comune ci sarà una particolare attenzione da rivolgere alle nuove tecnologie anche open source (programmi senza brevetti)».

Profico (SA):

«Le nuove tecnologia sono fondamentali ai fini documentali e partecipativi, oltre che nei servizi offerti ai cittadini. Dobbiamo muoverci in questo senso».

Masci (UdC):

«Internet è fondamentale, per cui teniamo in grande riguardo ogni iniziativa proveniente da nuove tecnologie».

Di Biase (cattolici e Democratici per Pescara):

«Credo che internet sia uno strumento incredibile… da qualche mese abbiamo smesso di pubblicare un mensile “terzo Millennio” su cartaceo e ora lo pubblichiamo sul sito, ma soprattutto lo inviamo agli indirizzi di posta elettronica dei nostri abituali lettori e sono 3500 indirizzi…e possiamo fare anche il settimanale……quindi c’è uno spazio incredibile».

Console (La nave di Cascella):

«Sicuramente sostenendo come pubblica amministrazione iniziative lodevoli come la vostra, come “PrimaDaNoi.it”, che tendono a informare, rendere trasparente e coinvolgere la pubblica opinione su tutti i temi della città e della regione. Ed inoltre con un progetto di erogazione di massa del servizio internet per la cittadinanza (con un Centro gratuito comunale o con erogazione domestica alle famiglie più povere)».

Pietrangeli (DC):

«Pur non essendo un animale “telematico”, ritengo che uno dei maggiori vantaggi che internet può fornire è quello del lavoro a distanza. Credo molto nel lavoro a domicilio con positive ripercussioni sulle famiglie».

Teodoro (Teodoro per Pescara):

«Al meglio».

Murgo (Lista Pescara in Comune):

«Per noi le nuove tecnologie sono fondamentali in quanto strumento per eccellenza per attuare la trasparenza, la partecipazione e il controllo della pubblica amministrazione (referendum consultivi, deliberativi ed abrogativi). La tecnologia non deve far paura a chi è meno avvezzo ad usarla, sarà la pubblica amministrazione a rendere questi mezzi accessibili a tutti, in fase di eventuale consultazione, tramite postazioni in uffici pubblici con personale addetto che ne agevolerebbe l’utilizzo».

Il quadro che ne scaturisce è abbastanza desolante. Tolte tutte le risposte demagogiche ed in politichese che dicono tutto per non dire niente (da cui sorgerebbe già una prima domanda: ma lor signori sanno almeno lontanamente di cosa stanno parlando?), l’unico a pronunciare a chiare lettere le parole W:open source, associandole al concetto di “risparmio per le pubbliche amministrazioni” è stato il candidato sindaco D’Orazio. Per tutti gli altri software libero e Creative Commons, così come i formati non proprietari o il DRM, sono un mistero.

Quali le proposte concrete?

  1. Internet gratis per tutti, o per gli studenti, o per le famiglie meno abbienti;
  2. rete wireless cittadina
  3. Lavoro a distanza
  4. cablaggio della città

Ma di cosa stiamo parlando?
Parliamo di reti wireless quando non risulta che il comune di Pescara, o qualche altro ente locale, abbia anche lontanamente pensato di partecipare al recente bando di gara per l’assegnazione delle frequenze per le reti Wimax?
Parliamo di cablaggio della città quando, al meglio, pare che una precedente iniziativa di cablaggio in fibre ottiche (progetto pilota di Telecom di qualche anno fa) sia stata rilevata da una azienda privata o, al peggio, giace ancora inutilizzata sotto le strade cittadine, dopo che sono state ridotte come un colabrodo per anni?
Parliamo di Internet gratis per tutti quando il meglio che ha saputo fare in proposito il sindaco uscente D’Alfonso è stato quello di fornire alle circoscrizioni un totem del tutto inutile?
Parliamo di informatizzazione dei servizi comunali con una delibera del consiglio comunale sul software libero nella Pubblica Amministrazione mai applicata per incapacità, o per interessi?, e pare addirittura ritirata?
Parliamo di “internet per tutti”, senza sapere nemmeno cosa significhi in concreto questa affermazione, quando già nell’ormai lontano 1995 l’associazione di Pescara Metro Olografix consegnò “chiavi in mano” una intera Rete Civica all’allora sindaco Carlo Pace, e non fu mai presa in considerazione?
Parliamo di facilitare i servizi al cittadino quando la giunta uscente ha fatto spendere 25 euro ai pescaresi per una carta d’identità elettronica che al momento non può essere utilizzata da nessuna parte?
Parliamo di “lavoro a distanza”, quando non c’è proprio lavoro, e quello che c’era viene perso per pure speculazioni finanziarie sotto gli occhi chiusi, quando non proprio compiacenti, degli enti locali?

Perchè di questo stiamo parlando.
Stiamo parlando di vaghe promesse elettorali, senza nè capo nè coda, senza uno straccio di progetto a medio-lungo termine.

  • Utilizzare in software libero significa iniziare ad instaurare un circolo virtuoso nell’ambito economico, spezzando l’egemonia delle multinazionali del settore, blindate dentro i loro brevetti e licenze d’utilizzo capestro;
  • informatizzare una pubblica amministrazione significa PRIMA DI TUTTO formare adeguatamente il personale addetto all’utilizzo delle nuove tecnologie da adottare;
  • fornire accesso ad internet per favorire la trasparenza, la partecipazione, il decentramento, significa che DIETRO un indirizzo di posta elettronica dev’esserci una persona che si fa carico del problema segnalato e si attiva per risolverlo.

La tecnologia non è la panacea di tutti i mali, ma è un mezzo per perseguire un fine, un obiettivo; basterebbe prendere come esempio quanto mostrato da Report in una recente puntata sull’uso del software libero nella provincia di Bolzano, o basterebbe guardare un po’ al di là delle nostre frontiere per vedere cosa si sta facendo un Europa.

Peccato solo che, nelle parole dei candidati sindaci, di obiettivi in questo ambito non ve ne sia nemmeno uno.

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